In breve. Una RSA costa alla famiglia in media 71,1 € al giorno, cioè circa 2.130 € al mese (mediana 1.965 €), secondo le rette pubblicate da 1.119 residenze italiane (dati sceglirsa, ottobre 2026). Nei posti privati, senza contributo pubblico, la media sale a 108,3 € al giorno, oltre 3.200 € al mese. La cifra finale dipende soprattutto da tre cose: se il posto è convenzionato o privato, la regione e il reddito della persona.
Se state cercando una struttura in fretta, partite dalla mappa delle residenze vicino a voi o cercate il vostro comune: per ogni struttura trovate la retta, quando è pubblicata. Poi tornate qui per capire cosa state pagando.
Quanto costa una RSA al mese
La retta di una RSA si esprime quasi sempre al giorno. Per avere il costo mensile basta moltiplicare per 30. Ecco come si distribuiscono le rette pubblicate a carico dell’ospite.
| Indicatore | Al giorno | Al mese (circa) |
|---|---|---|
| 10% più economico | sotto 53,3 € | sotto 1.600 € |
| Mediana | 65,5 € | 1.965 € |
| Media | 71,1 € | 2.130 € |
| 10% più caro | sopra 96 € | sopra 2.880 € |
| Media posti privati (solventi) | 108,3 € | circa 3.250 € |
Fonte: dati sceglirsa, ottobre 2026, su 1.119 strutture che pubblicano la retta (335 per i posti privati). Il metodo è spiegato nella pagina metodologia.
Queste cifre sono la parte che paga l’ospite, o il Comune per lui. Non comprendono la quota sanitaria versata dal Servizio sanitario. Non includono nemmeno i servizi extra, che vedremo più avanti.
Come si compone la retta: quota sanitaria e quota sociale
Il costo giornaliero di un posto in RSA ha due parti. La quota sanitaria copre medici, infermieri, riabilitazione, farmaci e ausili sanitari. La quota sociale (detta anche alberghiera o “retta”) copre vitto, alloggio, pulizie e assistenza di base.
Chi paga cosa lo stabiliscono i Livelli essenziali di assistenza. Il DPCM 12 gennaio 2017, all’articolo 30, distingue due tipi di ricovero per le persone non autosufficienti:
- Trattamenti estensivi di cura e recupero funzionale: sono interamente a carico del Servizio sanitario nazionale. La durata è di norma non superiore a 60 giorni.
- Trattamenti di lungoassistenza, recupero e mantenimento funzionale, compresi i ricoveri di sollievo: il Servizio sanitario paga il 50% della tariffa giornaliera.
Il caso più comune, l’anziano non autosufficiente che resta in RSA a lungo, è il secondo. L’altro 50% è la quota sociale: la paga l’ospite, oppure il Comune se l’ospite non ce la fa.
Questa divisione nasce già con il DPCM 14 febbraio 2001 sull’integrazione sociosanitaria. Tra le prestazioni sociali di competenza dei Comuni elenca l’ospitalità alberghiera in strutture residenziali per anziani non assistibili a domicilio. Il decreto prevede che i cittadini partecipino alla spesa secondo regole fissate dai Comuni.
Per approfondire chi deve pagare in ogni situazione, leggete la guida chi paga la RSA.
Quanto costa una RSA nelle diverse regioni
Ogni Regione fissa le proprie tariffe, le proprie fasce di intensità e le proprie regole di compartecipazione. Per questo le rette cambiano molto da una regione all’altra. Ecco le regioni dove almeno 10 strutture pubblicano la retta.
Rette pubblicate per regione
| Regione | Strutture con retta | Media €/giorno | Minima | Massima |
|---|---|---|---|---|
| Lombardia | 527 | 75,5 € | 40 € | 200 € |
| Toscana | 330 | 57,8 € | 42 € | 75 € |
| Friuli-Venezia Giulia | 158 | 84 € | 41,67 € | 139,61 € |
| Trentino-Alto Adige | 22 | 81,4 € | 35 € | 200 € |
| Veneto | 19 | 78,3 € | 36 € | 220 € |
| Emilia-Romagna | 16 | 81,5 € | 30,6 € | 227 € |
| Puglia | 15 | 65,4 € | 35,2 € | 112,33 € |
| Lazio | 11 | 60,4 € | 49,2 € | 80 € |
| Piemonte | 11 | 53,5 € | 35,78 € | 133,48 € |
Fonte: dati sceglirsa, ottobre 2026. Sono rette pubblicate dalle strutture, non stime.
Tre avvertenze prima di confrontare le regioni:
- I campioni sono diversi. Lombardia e Toscana hanno centinaia di rette pubblicate. Veneto, Emilia-Romagna, Puglia, Lazio e Piemonte ne hanno poche: la media lì è solo indicativa.
- I massimi includono spesso posti privati o camere singole. Una retta di 200 € al giorno non è la norma.
- Le regole regionali contano più della media. In alcune regioni la quota a carico dell’utente ha un tetto fissato dalla Regione o dal Comune.
Un esempio verificato: a Modena, per le case residenza anziani accreditate, la retta giornaliera a carico dell’utente va da 16,50 € a 63 € in base all’ISEE. Il tetto di 63 € si applica con ISEE sociosanitario da 30.000 € in su, o senza ISEE (delibera di Giunta comunale 203/2025, in vigore dal 1° luglio 2025).
Se vivete in una grande città, trovate le strutture nelle pagine di Milano, Roma, Torino e Napoli.
Posti convenzionati e posti privati: perché la retta cambia
Nella stessa struttura possono convivere due tipi di posto letto.
| Posto convenzionato (accreditato a contratto) | Posto privato (solvente) | |
|---|---|---|
| Quota sanitaria | pagata dal Servizio sanitario regionale | di regola compresa nella retta che pagate voi |
| Retta a carico della famiglia | solo la quota sociale | l’intero costo del posto |
| Media rette pubblicate | 71,1 €/giorno (tutte le rette a carico ospite) | 108,3 €/giorno |
| Come si entra | valutazione dell’ASL e graduatoria | domanda diretta alla struttura |
| Attesa | spesso settimane o mesi | di solito più breve |
Il posto convenzionato costa meno perché metà della tariffa la paga la sanità pubblica. Ma serve la valutazione multidimensionale dell’ASL, e i posti sono limitati. Trovate i passaggi nella guida come entrare in una RSA convenzionata.
Molte famiglie, sotto pressione, entrano prima in un posto privato e chiedono intanto la convenzione. È una scelta legittima. Mettete però in conto la differenza di costo per qualche mese.
Attenzione anche al tipo di struttura. Una casa di riposo per anziani autosufficienti non ha quota sanitaria e costa in modo diverso. Se avete dubbi, leggete la differenza tra RSA e casa di riposo e la panoramica delle tipologie di residenze.
Cosa è compreso nella retta e cosa no
Ogni struttura lo scrive nella sua carta dei servizi e nel contratto di ingresso. Leggetela riga per riga prima di firmare.
Di solito la retta comprende:
- alloggio, pulizia della camera, riscaldamento;
- pasti e diete personalizzate;
- assistenza di base (igiene, alzata, aiuto nei pasti);
- assistenza infermieristica e medica nei posti convenzionati;
- animazione e attività di gruppo.
Spesso sono esclusi o pagati a parte:
- farmaci e materiale sanitario non coperti dal Servizio sanitario;
- prestazioni extra di parrucchiere, barbiere, podologo;
- trasporti e accompagnamenti a visite;
- certificati medici richiesti dalla famiglia;
- telefono in camera e cassaforte.
Un esempio reale. Nel documento informativo dell’APSP San Giovanni di Mezzolombardo (Trento) la retta include una prestazione mensile di parrucchiera. Le prestazioni aggiuntive si pagano a parte, come trasporti, alcuni certificati e i farmaci fuori prontuario.
Lo stesso documento chiarisce altre voci che pesano sul conto:
- in caso di ricovero in ospedale la retta si paga per intero per i primi 10 giorni, poi con una riduzione;
- le assenze per rientro a casa o vacanza si pagano per intero;
- all’ingresso si versa un deposito a garanzia;
- se si ritarda l’ingresso, si paga una “retta di prenotazione” del posto.
Queste regole valgono per quella struttura. Altrove possono essere diverse: chiedetele sempre per iscritto.
Agevolazioni e contributi: ISEE, Comune e accompagnamento
L’integrazione della retta da parte del Comune
Se la pensione e i risparmi non bastano, si può chiedere al Comune di residenza di integrare la quota sociale. Ogni Comune ha un proprio regolamento, con soglie e fasce diverse. La domanda si presenta ai servizi sociali.
L’ISEE sociosanitario residenziale
Per le prestazioni in RSA si usa un ISEE specifico, regolato dall’articolo 6 del DPCM 159/2013. Rispetto all’ISEE ordinario ci sono due differenze importanti:
- i figli che non vivono con il genitore pesano comunque: l’ISEE viene integrato con una componente aggiuntiva per ciascun figlio, calcolata sulla sua situazione economica;
- le donazioni di immobili contano: restano nel patrimonio del genitore se fatte dopo la richiesta di ricovero, o nei 3 anni prima a favore di familiari tenuti agli alimenti.
La componente del figlio non si applica in alcuni casi, ad esempio se un’autorità giudiziaria o i servizi sociali accertano che è estraneo alla famiglia sul piano affettivo ed economico. L’ISEE si richiede tramite CAF o sul sito dell’INPS.
L’indennità di accompagnamento
L’indennità di accompagnamento è una prestazione INPS per gli invalidi civili totali che hanno bisogno di assistenza continua. Non dipende dal reddito né dall’età. Nel 2026 vale 551,53 € al mese.
Non è un contributo per la RSA, ma molte famiglie la usano per pagare una parte della retta. Copre circa un quarto di una retta media.
Attenzione: l’INPS sospende il pagamento in caso di ricovero a totale carico dello Stato per più di 29 giorni. Se invece la retta è in parte a carico vostro, conservate le fatture della struttura e chiedete conferma al patronato su cosa dichiarare.
Detrazioni fiscali per la retta della RSA
L’intera retta non si scarica dalle tasse. Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni per le persone con disabilità (febbraio 2026) ci sono però due strade.
| Agevolazione | Cosa riguarda | Condizioni principali |
|---|---|---|
| Deduzione dal reddito | spese mediche e paramediche di assistenza specifica (infermieri, OSS, riabilitazione, animazione) | persona con disabilità; la struttura deve indicare queste spese separatamente in fattura |
| Detrazione Irpef del 19% | spese per addetti all’assistenza personale | non autosufficienza certificata dal medico; tetto di spesa 2.100 €; reddito di chi detrae fino a 40.000 €; pagamento tracciabile |
Per la detrazione del 19%, l’Agenzia precisa che vale anche se l’assistenza è resa da una casa di cura o di riposo. La documentazione deve però distinguere i costi di assistenza dalle altre prestazioni. Il beneficio massimo è quindi di 399 € l’anno (19% di 2.100 €).
La deduzione delle spese di assistenza specifica spetta anche al familiare che le paga per una persona con disabilità non fiscalmente a carico. In pratica: chiedete alla struttura una fattura con la quota sanitaria e assistenziale indicata a parte. Poi fate verificare il caso dal vostro CAF o commercialista.
Come chiedere la retta a una struttura
Molte strutture non pubblicano la retta. Dalla scheda di ogni residenza su sceglirsa potete chiederla con il pulsante «Chiedi la retta a questa struttura».
Ecco le domande da fare, possibilmente per iscritto:
- Quanto costa al giorno, per camera doppia e singola?
- Il posto è convenzionato o privato? Se privato, si può passare a convenzionato più avanti?
- Cosa comprende la retta e qual è il listino dei servizi extra?
- Come cambia la retta ogni anno? Con l’ISTAT, con delibere regionali o a discrezione della struttura?
- È richiesto un deposito cauzionale? Di quanto, ed è restituito alla fine?
- Cosa si paga in caso di ricovero in ospedale o di assenza?
- Rilasciate la fattura con le spese sanitarie e di assistenza separate, utile per le tasse?
Se state valutando un periodo breve, ad esempio dopo un ricovero in ospedale, leggete anche le guide sul ricovero di sollievo e sulle dimissioni protette. Per dubbi sul sito o sui dati potete contattarci.
Domande frequenti
Quanto costa una RSA al mese?
In media circa 2.130 € al mese a carico dell’ospite, con una mediana di 1.965 €. Il 10% delle strutture costa meno di 1.600 €, un altro 10% più di 2.880 €. Sono dati sceglirsa di ottobre 2026 su 1.119 rette pubblicate.
Quanto costa una casa di riposo?
Dipende dal tipo di struttura. Una casa di riposo per autosufficienti non ha quota sanitaria e le tariffe variano molto per servizi offerti. Chiedete sempre la retta e la carta dei servizi. Trovate le strutture nella pagina case di riposo.
Cos’è la quota sanitaria della RSA?
È la parte del costo che copre l’assistenza sanitaria. Per la lungoassistenza il Servizio sanitario nazionale ne paga il 50% della tariffa giornaliera (DPCM 12 gennaio 2017, art. 30). Nei posti privati, di regola, la pagate voi.
I figli devono pagare la RSA del genitore?
Nell’ISEE sociosanitario residenziale i figli non conviventi pesano con una componente aggiuntiva, salvo eccezioni. Le regole su chi integra la retta dipendono però dal regolamento del Comune. Approfondite nella guida chi paga la RSA.
La retta della RSA si può scaricare dalle tasse?
Non per intero. Si possono dedurre le spese mediche e di assistenza specifica, se indicate a parte in fattura. In alternativa c’è la detrazione del 19% sulle spese di assistenza personale, fino a 2.100 € di spesa e con reddito fino a 40.000 €.
Con l’indennità di accompagnamento si paga la RSA?
L’indennità (551,53 € al mese nel 2026) può aiutare, ma copre di solito solo una parte della retta. L’INPS la sospende se il ricovero è a totale carico dello Stato per più di 29 giorni.
Perché la retta privata costa di più?
Perché nel posto privato manca il contributo del Servizio sanitario. Le rette private pubblicate (335 strutture) sono in media 108,3 € al giorno, contro i 71,1 € della media di tutte le rette a carico dell’ospite. Vedete cosa significa RSA nella guida RSA: significato e nella scheda RSA.
Fonti
- DPCM 12 gennaio 2017, Definizione e aggiornamento dei LEA – Gazzetta Ufficiale
- DPCM 12 gennaio 2017, testo integrale (copia PDF)
- DPCM 14 febbraio 2001, Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie – Camera dei deputati
- DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, art. 6 – Normattiva
- Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità, febbraio 2026 – Agenzia delle Entrate
- Indennità di accompagnamento agli invalidi civili – INPS
- Comune di Modena, delibera di Giunta 203/2025 sulle tariffe delle case residenza anziani accreditate
- APSP San Giovanni di Mezzolombardo, informazioni per il richiedente
- Dati sceglirsa sulle rette, ottobre 2026 – Metodologia
Le informazioni di questa guida sono generali e aggiornate a ottobre 2026. Regole e importi cambiano da regione a regione e nel tempo: verificate il vostro caso con l’ASL, il Comune o un professionista.