Guida

Come entrare in una RSA convenzionata

Medico, PUA, valutazione multidimensionale (UVM, SVaMA), graduatoria e quota sanitaria: come ottenere un posto convenzionato in RSA, regione per regione.

Per entrare in una RSA convenzionata serve quasi sempre una valutazione pubblica del bisogno. Di solito si parte dal medico di famiglia, dai servizi sociali del Comune o dal Punto unico di accesso (PUA) dell’ASL. Poi un’équipe fa la valutazione multidimensionale, la persona entra in graduatoria e, quando si libera un posto, il Servizio sanitario paga la quota sanitaria.

I passi, in sintesi:

  1. Chiedere aiuto al punto giusto: medico di famiglia, assistente sociale del Comune o PUA del distretto.
  2. Ottenere la valutazione multidimensionale da parte dell’unità di valutazione (UVM, UVMD, UVG: il nome cambia).
  3. Presentare la domanda con i documenti richiesti dalla propria ASL o ATS.
  4. Entrare in lista d’attesa o in graduatoria, in base al punteggio o al livello assistenziale.
  5. Scegliere la struttura e fare l’ingresso, con la quota sanitaria a carico del Servizio sanitario regionale.

Il percorso cambia molto da regione a regione. Più sotto trovi esempi concreti e una tabella riassuntiva.

Cosa significa “convenzionata”

Nel linguaggio comune “RSA convenzionata” indica una struttura con posti letto pagati in parte dal Servizio sanitario regionale. Tecnicamente contano due passaggi diversi: l’accreditamento e il contratto.

L’accreditamento rende la struttura idonea a lavorare per conto del pubblico. La Regione Toscana lo spiega così: con l’accreditamento le RSA risultano idonee a erogare prestazioni per conto degli enti pubblici. Ma l’accreditamento da solo non garantisce che la Regione paghi.

Il contratto (o convenzione) con l’ASL o l’ATS è l’accordo che fissa quanti posti la Regione “compra”. In Lombardia, per esempio, nelle RSA accreditate con contratto una parte dei costi è sostenuta dal Fondo sanitario regionale. Nelle RSA senza contratto, invece, i costi sono interamente a carico dell’ospite o del Comune.

In pratica, una stessa RSA può avere posti a contratto e posti privati (detti anche “solventi”). Quando chiedi informazioni, domanda sempre: “Questo posto è a contratto con l’ASL?”. Per capire meglio le differenze tra strutture, vedi cos’è una RSA e la differenza tra RSA e casa di riposo.

Cosa paga il Servizio sanitario

La regola nazionale è nel DPCM 12 gennaio 2017 sui Livelli essenziali di assistenza (LEA). L’articolo 30 prevede due tipi di assistenza residenziale per le persone non autosufficienti, sempre “previa valutazione multidimensionale e presa in carico”:

  • trattamenti estensivi, per chi ha bisogno di elevata tutela sanitaria e infermieri 24 ore su 24: interamente a carico del Servizio sanitario, di norma per non più di 60 giorni;
  • trattamenti di lungoassistenza, recupero e mantenimento: il Servizio sanitario copre il 50% della tariffa giornaliera.

L’altra metà, la quota sociale o alberghiera, la paga l’ospite. Il Comune può intervenire se il reddito non basta. Approfondisci in chi paga la RSA e in quanto costa una RSA.

A chi rivolgersi per fare domanda

Il primo passo è quasi sempre lo stesso: parlarne con il medico di medicina generale. Conosce la storia clinica e in molte regioni compila la richiesta o la parte sanitaria della scheda.

Il secondo interlocutore è l’assistente sociale del Comune di residenza. Ti aiuta a capire il percorso e, se servirà, a chiedere un contributo per la retta.

Il terzo è il Punto unico di accesso (PUA), presente nei distretti sanitari. Il DPCM sui LEA (art. 21) prevede che il Servizio sanitario garantisca “l’accesso unitario” ai servizi sanitari e sociali. Il PUA è lo sportello che rende concreto questo principio.

Nella ASL Roma 1, ad esempio, il PUA nasce dalla collaborazione tra Distretto e Municipio. Offre ascolto, informazioni e una prevalutazione con assistenti sociali e infermieri. Ci si può andare di persona, mandare un familiare, telefonare o scrivere un’email.

Attenzione però: il punto di ingresso non è uguale ovunque. In Lombardia la domanda si presenta direttamente alla RSA scelta. In Toscana lo sportello si chiama “Punto Insieme”. In Veneto ci si rivolge al Distretto socio-sanitario dell’ULSS o ai servizi sociali del Comune.

La valutazione multidimensionale (UVM, UVMD, UVG)

La valutazione multidimensionale è il cuore del percorso. Un’équipe esamina la persona sotto tre aspetti: clinico, funzionale e sociale. Lo prevede l’articolo 21 del DPCM sui LEA, che lascia alle Regioni la scelta di strumenti e procedure.

L’équipe di solito comprende un medico, un infermiere e un assistente sociale. In Emilia-Romagna, per esempio, l’Unità di valutazione geriatrica territoriale è composta da geriatra, infermiere e assistente sociale. In Toscana all’UVM partecipa anche il medico di famiglia.

Cosa viene valutato, in genere:

  • le malattie e le terapie in corso;
  • l’autonomia nelle attività quotidiane (lavarsi, vestirsi, muoversi, mangiare);
  • lo stato cognitivo e il comportamento;
  • la rete familiare, la casa e la situazione economica.

Il risultato è un progetto personalizzato: si chiama PAI nel DPCM, PAP in Toscana. Il progetto dice se la RSA è la risposta giusta o se è meglio l’assistenza a casa. Il DPCM chiede infatti di privilegiare, quando possibile, la permanenza a domicilio.

Gli strumenti cambiano da regione a regione

Ogni Regione usa una propria scheda di valutazione:

  • Veneto: la SVaMA (Scheda di valutazione multidimensionale dell’anziano), compilata dall’UVMD distrettuale. Determina il profilo di non autosufficienza e l’idoneità all’inserimento in struttura.
  • Lazio: l’UVMD del distretto di residenza assegna un livello assistenziale. Con quel livello si accede alle liste delle RSA.
  • Toscana: l’UVM valuta la gravità del bisogno e predispone il PAP con la persona e la famiglia.

Non stupirti se nella tua zona la scheda ha un altro nome. Chiedi semplicemente al PUA o all’assistente sociale quale valutazione serve.

Esempi regionali a confronto

Regione A chi rivolgersi Strumento di valutazione Fonte
Lombardia (ATS Milano) Direttamente alla RSA scelta, anche a più RSA insieme Domanda e scheda sanitaria unificate; idoneità valutata dalla RSA ATS Milano
Veneto Distretto socio-sanitario ULSS, servizi sociali del Comune SVaMA e UVMD; graduatoria nel Registro unico residenzialità Regione Veneto
Lazio (ASL Roma 1 e Roma 3) Medico di famiglia e PUA del distretto UVMD con livello assistenziale ASL Roma 3
Emilia-Romagna Assistente sociale del Comune o Servizio assistenza anziani del distretto Unità di valutazione geriatrica territoriale Regione Emilia-Romagna
Toscana Punto Insieme della propria zona UVM e Progetto assistenziale personalizzato (PAP) Regione Toscana

In Lombardia il percorso è diverso dalle altre regioni. Nel territorio dell’ATS Milano esistono una domanda di inserimento e una scheda sanitaria uniche, valide per tutte le RSA. La scheda va compilata e firmata dal medico che ha in carico la persona, per esempio il medico di famiglia o il medico ospedaliero.

Nel Lazio è il medico di famiglia a chiedere la valutazione. Il modulo si scarica dal sito della ASL o si ritira al PUA. Con parere favorevole dell’UVMD si accede alle liste d’attesa delle RSA del Lazio con lo stesso livello assistenziale.

In Toscana, quando i servizi sociali comunicano il diritto al “titolo d’acquisto”, la famiglia ha 10 giorni per scegliere la struttura. Il titolo indica la quota sanitaria, pagata dal Servizio sanitario regionale, e la quota sociale.

Documenti necessari

Non esiste un elenco nazionale unico. Ogni ASL o ATS fissa il proprio. Ecco due esempi verificati, solo a titolo indicativo.

ASL Roma 1 (lista unica aziendale), documenti da inviare in PDF:

  • valutazione o autorizzazione dell’UVMD del distretto di residenza, in corso di validità;
  • documento d’identità e codice fiscale validi;
  • modulo “Richiesta ospitalità”, con tutte le strutture o al massimo due scelte;
  • decreto di nomina, se c’è un amministratore di sostegno.

ATS Milano: domanda di inserimento e scheda sanitaria unificate, firmate dal medico curante. La RSA indica poi la documentazione amministrativa e sanitaria necessaria per il ricovero.

Un consiglio pratico: tieni in una cartella le copie di documenti, tessera sanitaria, referti recenti ed eventuale verbale di invalidità. Chiedi sempre al PUA o alla RSA l’elenco aggiornato prima di presentare la domanda.

Liste d’attesa: come funzionano

Dopo la valutazione la persona entra in una lista d’attesa o in una graduatoria. I criteri cambiano da regione a regione.

  • In Veneto l’ingresso è autorizzato in base al punteggio di gravità e al profilo assistenziale, scorrendo la graduatoria del Registro unico residenzialità. Poi l’assistito sceglie la struttura tra i centri di servizio della rete.
  • Nella ASL Roma 1 la lista è unica a livello aziendale. Quando viene proposto un posto si può rifiutare una sola volta: al secondo rifiuto si esce dalla lista.
  • In Lombardia si può presentare domanda a più RSA contemporaneamente. Ogni struttura gestisce la propria lista.

Non esistono tempi d’attesa validi per tutti: dipendono dalla zona, dal livello assistenziale e dai posti disponibili. Chiedi al PUA o alla RSA la tua posizione e come viene aggiornata.

Sul nostro sito, per alcune RSA lombarde, la scheda della struttura mostra la lista d’attesa pubblicata dalle ATS. Puoi partire dalle pagine delle RSA in Lombardia o delle RSA a Milano. Per sapere da dove arrivano i dati, leggi la nostra metodologia.

Come cercare le RSA convenzionate del tuo comune

Usa la mappa delle strutture oppure le pagine per città e regione. Alcuni esempi: RSA convenzionate a Firenze, RSA a Roma, RSA a Torino, RSA nel Lazio, RSA in Veneto. Se cerchi una struttura per persone con bisogni sanitari più leggeri, guarda anche le case di riposo e le residenze per non autosufficienti. La scheda generale è nella pagina sulle RSA.

Se serve un posto subito

L’attesa per un posto convenzionato può essere lunga, mentre i bisogni spesso sono urgenti. Ci sono alcune strade intermedie.

Posto privato (solvente). Molte RSA hanno anche posti privati. La retta è interamente a carico della famiglia, ma l’ingresso può essere più rapido. In Toscana, per l’accesso privato basta scegliere la struttura e verificare che ci sia un posto libero. Chiedi se, nel frattempo, si può restare in lista per il posto convenzionato.

Ricovero di sollievo. È un ricovero temporaneo, utile per dare respiro a chi assiste. Il DPCM sui LEA include gli “interventi di sollievo” tra le prestazioni di lungoassistenza. Anche l’ATS Milano ricorda che il ricovero può essere temporaneo, per esempio in caso di difficoltà della famiglia. Leggi la guida al ricovero di sollievo.

Dimissioni protette. Se la persona è ricoverata in ospedale, il percorso verso la RSA può partire dal reparto. Nella ASL Roma 1, per esempio, le richieste dei pazienti ricoverati passano da una centrale operativa ospedale-territorio. Parlane subito con il medico e l’assistente sociale del reparto. Vedi la guida alle dimissioni protette.

Domande frequenti

Chi può fare la domanda per un posto in RSA convenzionata?

La persona interessata o un familiare, oppure il tutore o l’amministratore di sostegno. In alcune regioni, come nel Lazio, la richiesta di valutazione la invia il medico di famiglia.

Serve per forza la valutazione multidimensionale?

Per i posti con quota sanitaria pubblica, sì: il DPCM sui LEA la prevede prima dell’assistenza residenziale. Il modo in cui è organizzata cambia da regione a regione.

Cos’è la scheda SVaMA?

È la scheda di valutazione multidimensionale dell’anziano usata in Veneto. Serve all’UVMD per stabilire il profilo di non autosufficienza e l’idoneità all’ingresso in struttura.

Posso scegliere la RSA?

In genere sì, tra le strutture accreditate. In Toscana la famiglia ha 10 giorni per scegliere dopo il titolo d’acquisto. Nella ASL Roma 1, però, chi è ricoverato in reparti per acuti non può scegliere e deve indicare tutte le strutture.

Quanto costa un posto convenzionato?

Per la lungoassistenza il Servizio sanitario paga la metà della tariffa giornaliera. Il resto, la quota alberghiera, è a carico dell’ospite, con un possibile aiuto del Comune. I dettagli sono nella guida sul costo della RSA.

Cosa succede se rifiuto il posto proposto?

Dipende dalle regole locali. Nella ASL Roma 1 si può rifiutare una sola volta; al secondo rifiuto il nome viene tolto dalla lista. Chiedi sempre le regole della tua ASL.

Una casa di riposo convenzionata con l’ASL è la stessa cosa di una RSA?

Non sempre. Nomi e tipi di struttura cambiano da regione a regione, così come il livello di assistenza sanitaria. Chiedi al PUA che tipo di posto ti viene proposto e leggi la differenza tra RSA e casa di riposo.

Se hai dubbi o trovi un’informazione non aggiornata, scrivici dalla pagina contatti.

Fonti

Informazioni generali aggiornate a ottobre 2026. Regole, moduli e procedure cambiano: verifica sempre con la tua ASL o ATS o con il Comune di residenza.

Passa all’azione

Cerca le strutture nel tuo comune

Rette, convenzioni e contatti delle RSA e case di riposo, comune per comune.

Continua a leggere

Altre guide

  • Quanto costa una RSA

    Retta RSA: in media 71 € al giorno, circa 2.130 € al mese. Quota sanitaria e sociale, prezzi per regione, cosa è incluso, ISEE e detrazioni.

    Leggi la guida
  • Chi paga la RSA

    Quota sanitaria, quota sociale, integrazione del Comune con l'ISEE, Alzheimer e figli: chi paga davvero la retta RSA e cosa potete chiedere.

    Leggi la guida
  • Differenza tra RSA e casa di riposo

    RSA o casa di riposo? Chi accolgono, quanta assistenza sanitaria offrono, chi paga e come si entra. Più comunità alloggio, centri diurni e hospice.

    Leggi la guida
  • Ricovero di sollievo in RSA

    Il ricovero temporaneo in RSA per dare respiro a chi assiste: a chi spetta, quanto dura, quanto costa e come fare domanda. Esempi regionali con fonti.

    Leggi la guida
  • Dimissioni protette dall'ospedale

    Dimissioni protette: chi le attiva in ospedale, cosa chiedere e quali soluzioni esistono (ADI, cure intermedie, RSA) se l'anziano non può tornare a casa.

    Leggi la guida
  • RSA: significato e a chi si rivolge

    RSA significa Residenza Sanitaria Assistenziale: a chi si rivolge, che servizi offre, differenza tra RSA pubblica, convenzionata e privata, quanto costa.

    Leggi la guida
  • Ospizio: cos'è oggi e come si chiama

    Ospizio è un nome storico: oggi si parla di RSA, casa di riposo, residenza protetta. Quale struttura per anziani serve, chi paga e come trovarla vicino a voi.

    Leggi la guida
  • RSA o badante: costi e alternative

    Badante, ADI, assistenza domiciliare del Comune, centro diurno o RSA: costi 2026, cosa copre ogni soluzione e come capire quando la casa non basta più.

    Leggi la guida
  • RSD: cos'è e a chi si rivolge

    RSD significa Residenza Sanitario Assistenziale per persone con Disabilità: a chi si rivolge, differenze con RSA, CSS e CDD, come si accede e chi paga.

    Leggi la guida
  • Lungodegenza post-acuzie: cos'è e cosa succede dopo

    Lungodegenza post-acuzie: a chi serve, quanto dura, chi paga e cosa succede alla dimissione (ADI, RSA, ospedale di comunità). Con le norme di riferimento.

    Leggi la guida
  • Senior living, cohousing e casa famiglia: le alternative alla RSA

    Per anziani autosufficienti: casa famiglia, comunità alloggio, alloggi protetti, casa di riposo, senior living e cohousing. Differenze e cosa verificare.

    Leggi la guida